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Chiesa di San Giorgio dei Genovesi

La Chiesa di San Giorgio dei Genovesi è una delle testimonianze più significative dell’importanza e del potere economico dei genovesi  alla fine del XVI secolo. Forse l’accostamento tra potere economico e culto religioso potrà sembrare strano, ma la breve storia che stiamo per raccontarvi vi chiarirà le idee.

Tutti quanti conosciamo la storia delle Repubbliche Marinare di Pisa, Amalfi, Genova e Venezia, e di quanto queste abbiano influito sull’economia del Mediterraneo. Ebbene alla fine del 1500 l’economia dei genovesi era in forte crescita al punto da permettere loro di acquisire le banche siciliane, strappandole ai pisani.

Nel 1576 la confraternita di San Luca,  in forte difficoltà economica, si trovò nell’impossibilità di sostenere le spese di restauro della chiesa che si trovava di fronte al Porto di Palermo, nell’attuale quartiere della Loggia. A questo punto i genovesi, che invece di problemi economici non ne avevano, e che comunque desideravano costruire un proprio centro in prossimità del porto, acquisirono la chiesa ed i terreni circostanti, firmando un accordo: alla vecchia confraternita sarebbe stata lasciata una piccola cappella dove seppellire i propri morti, mentre i genovesi avevano facoltà di demolire e ricostruire la chiesa dedicandola ad uno dei simboli storici della città di Genova, ovvero San Giorgio.

Ecco quindi spiegato il connubio tra potere economico e religioso. La chiesa, in stile rinascimentale, fu progettata dall’architetto Giorgio di Faccio e si compone di 3 navate. Una caratteristica che non può certo sfuggire il pavimento, quasi interamente composto da tombe di antiche e prestigiose famiglie genovesi. Tra di esse troviamo anche la tomba di Sofonisba Anguissola, una delle prime esponenti femminili della pittura, che fu anche allieva di Michelangelo.

Sotto la chiesa si trova la cripta, accessibile da una porticina laterale che tuttavia conserva ben poco dei suoi precedenti affreschi e che oggi viene sfruttata per incontri culturali.

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About Giusy Vaccaro

Direttore responsabile, redattore e fotografo di Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

Giusy Vaccaro

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