locandina

Convegno sulla donazione degli organi e mostra fotografica a Brolo

Si è svolto il 3 novembre 2013, presso il teatro Achille Saitta di Sant’Angelo di Brolo ME, il convegno “Arte, Fede e Speranza” dedicato al trapianto degli organi. Al convegno hanno preso parte: il presidente dell’Avis di Sant’Angelo di Brolo Mario Pintaudi, il prof. Guido Bellinghieri dell’Università di Messina, il prof. Aldo Gerbino dell’Università di Palermo, il medico cardiologo Domenico Di Vincenzo dell’ospedale di Cefalù e la dott.ssa Vinny Scorsone scrittrice e storica dell’arte. Il convegno è stato preceduto dai saluti di rito ai numerosi intervenuti da Basilio Caruso e Francesco Paolo Cortolillo rispettivamente sindaco e presidente del consiglio comunale di Sant’Angelo di Brolo. Sono stati inoltre ricordati i donatori di organi Vincenzo Mondello e Giuseppe Casaletti con una targa ricordo del Comune.

Riportiamo qui ilo discorso del medico cardiologo Domenico Di Vincenzo

Ringrazio le autorità presenti e, in particolare, il direttore del museo degli angeli, Francesco Marcello Scorsone, per l’invito a partecipare a questa manifestazione, patrocinata dal Centro Regionale Trapianti ed all’evento Arte, Fede, Speranza. L’evento cade in una settimana particolare, quella della commemorazione dei defunti, e ciò ci riempie di mestizia per il dolore provocato dalla scomparsa dei nostri cari. La separazione da loro è sempre un momento critico, difficile da elaborare, metabolizzare, accettare per ciascuno di noi.

Tuttavia, per chi crede, per chi a fede, vi è la speranza “cristiana” in una vita al di là della morte. Non facile ma, allo stesso tempo, nemmeno impossibile, poiché le conoscenze che abbiamo della vita, della malattia, della morte, se da un canto diventano via via sempre maggiori, dall’altro ci fanno comprendere che non è quello che noi percepiamo con i nostri sensi, reale, ma che occorre andare oltre il percepito. L’arte, in tutte le sue forme, ci aiuta a trascendere la realtà e stabilisce la relazione fra la terra e il cielo, fra il presente e il futuro, fra il contingente e l’universale.

L’argomento “donazione e trapianto degli organi, poi, per le sue connotazioni etiche e sociali, mi appare non poteva che essere correttamente contestualizzato a S. Angelo di Brolo e, più ancora, nel vostro, nel nostro Museo deli Angeli, dove artisti, apprezzati, espongono le loro opere. Ma gli angeli di cui sentiamo la presenza e che accolgono i nostri cari non sono, solo, quelli che non vediamo ma alla cui esistenza crediamo per fede, ma anche coloro che, quotidianamente si occupano di chi soffre cercando di lenire il dolore dell’esistenza e della malattia ed anche, ove possibile, ricercare e mettere in pratica i possibili rimedi. Un paziente ricoverato per una malattia cardiologica indubbiamente vive una esperienza traumatica durante la degenza e anche dopo, se dimesso clinicamente guarito. Il cuore, dai medici, dai pazienti, dagli scrittori, dai poeti, dagli artisti in genere, è considerato organo la cui vitalità si esprime con l’emozione, con il sentimento, motore indispensabile alla funzione e alla conservazione degli altri organi.

Così, ho voluto, poeticamente, rappresentarlo, utilizzando le stesse parole che i pazienti riferiscono per descrivere la percezione del cuore e dei loro disturbi: Cuore / Attesa di un battito / Ritmico, rapido, accelerato /Aritmico, lento. …L’emozione corre lungo le sue vie /Il battito emerge/ come uno sciabordio /sistole e diastole/ andirivieni periodico / sposta volumi verso periferiche mete. Scomposta extrasistole/ Più sento, più avverto/ Palpito d’amore/ Improvviso tremulo sussulto/ Leggero alitare di vento/ fruscio/ foglie calcate da passi /corrente che attraversa, invisibile, impalpabile, tollerata o insopportabile. Resistenza od abbandono/Frequenza oscillante intorno al medio dei punti/ Ampio dilatarsi con effetto mantice/ forza impressa da adrenergiche energie/ Sopite ora/ risvegliate ora/ per una corsa, una paura, un pensiero mal posto. Flebile percezione che si fa più presente, più piena, più consistente, più forte/Simultaneo rintocco, simmetrico, sincrono/ Teso come una corda fra cervello e stomaco/Ingombro oppressivo/ pugno chiuso, stretto, costretto, stringente/ Tremore algido, freddo/ Parole in libertà. Poi il silenzio.

L’evento acuto a cui si sopravvive è una opportunità di correzione dello stile di vita ma le malattie cronico degenerative, di cui l’aterosclerosi coronarica fa parte, hanno una evoluzione che non è iniziata in quell’attimo, in cui per la prima volta il paziente ha sperimentato il dolore cardiaco, e non terminano con la guarigione clinica ma si trascinano negli anni successivi, talvolta, costringendo il paziente ad ulteriori ricoveri ospedalieri. Così a fronte di una sostanziale stabilità nell’incidenza della malattie cardiovascolari, nelle popolazioni occidentali, anche per l’accresciuto livello delle cure, si assiste ad un maggior numero di ricoveri per scompenso cardiaco.

Il paziente, nonostante i ripetuti ricoveri e nonostante le cure, per il progressivo peggioramento delle proprie condizioni cliniche, sperimenta una grande sofferenza oltre che fisica anche psicologica, cui anche i familiari partecipano. L’assistenza spesso viene spostata al domicilio del paziente ed altri angeli, diversi dai medici, dagli infermieri e dagli OSAS, questa nuova figura di operatori addetti all’assistenza, proseguono le attenzioni al paziente. Talvolta è attivata l’assistenza domiciliare, coordinata dalle unità scompenso delle aziende sanitarie provinciali, ma spesso altri angeli intervengono, i parenti più prossimi, e talvolta gli angeli assumono il volto, il corpo, le mani di badanti, semplicemente. I parenti e talvolta il paziente stesso ci chiede se non sia possibile far di più…e se è necessario dover assumere tutte quelle medicine e perché l’evento abbia colpito proprio lui. Il dramma è tanto più intollerabile quanto più l’età del paziente è minore. Un giovane con cardiomiopatia dilatativa non ischemica ha una mediocre prospettiva di vita in termini di durata e di qualità della stessa.

Lo stesso accade per le cardiopatie restrittive e per la cardiomiopatia ipertrofica. Al di là dell’evento “morte improvvisa” verso il quale è possibile intraprendere delle azioni nel territorio in grado di evitare il decesso, il deterioramento della funzione e il mantenimento in vita del paziente avviene con l’utilizzo di un gran numero di farmaci e l’uso di devices. Nella quasi totalità dei casi i benefici sono parziali e transitori. Talvolta queste soluzioni sono “bridge”, ponte per un trapianto. L’era del trapianto cardiaco iniziò circa cinquant’anni fa in Sudafrica con l’intervento rivoluzionario del dott. Christian Barnard. Da allora nel mondo gli interventi si sono succeduti, per lo più, coronati da successo.

Nel 1985 il primo trapianto cardiaco era effettuato in Italia dal prof. Gallucci e da allora diversi centri sono stati autorizzati ad effettuarli. Nel 2012 poco più del 2% dei pazienti in lista di attesa ha ricevuto un trapianto di un cuore nuovo. Queste persone hanno una sopravvivenza dopo il trapianto che è di circa il 70% a distanza di 5 anni che è un dato straordinario se paragonato alla sopravvivenza dei pazienti in lista d’attesa che è di solo il 30% a distanza di 3 anni. 2% dei pazienti in lista d’attesa trapianto è un numero assolutamente piccolo. Il 98% dei pazienti non potrà beneficiare di questa ultima chance. Indispensabile che si diffonda la consapevolezza del problema e che si sviluppi una nuova sensibilità. La gestione della lista di attesa, dalla selezione del paziente candidato al trapianto e il monitoraggio successivo, sono un problema relativamente insignificante rispetto al numero ridotto di donatori.

Vi sono una serie di ostacoli che nascono soprattutto da ignoranza o da cattiva informazione o da pregiudizio. L’esistenza umana, transeunte e finita, deve essere sempre tenuta presente. Dobbiamo sentire la nostra esistenza individuale parte di un divenire che riguarda tutta l’umanità. Le spoglie mortali non interrompono tale percorso e la generosità dell’atto del donare quando già noi siamo diventati altro è un modo di dare un estremo contributo all’umanità sofferente. Domenico Di Vincenzo

Contemporaneamente al Museo degli Angeli si è inaugurata la mostra realizzata con il patrocinio del Centro Regionale Trapianti e la collaborazione delle Associazioni Culturali Studio 71 ed Emiro Arte di Palermo. Ventitre opere di altrettanti artisti sono esposte nelle sale dell’ex convento francescano di Sant’Angelo. Nel suo articolato saggio Vinny Scorsone, che ha spaziato dall’omicidio di Nicholas Green alla filmologia di Pedro Almodovar e Gabriele Muccino, ha sottolineato come gli artisti hanno saputo trasferire uno stato d’animo in pittura citandoli tutti. Antonella Affronti, Luciana Anelli, Calogero Barba, Ilaria Caputo, Sebastiano Caracozzo, Aurelio Caruso, Tanina Cuccia, Angelo Denaro, Sergio Figuccia, Giovanni Gambino, Pippo Giambanco, Antonino Liberto, Elia Mammina, Franco Mineo, Alessandro Monti, Laura Natangelo, Aldo Palazzo, Massimo Piazza, Giuseppina Riggi, Enzo Romeo, Anna Santoro, Giusto Sucato e Tiziana Viola Massa si sono confrontati, ciascuno nel rigore della propria scelta estetica, sul tema dell’importanza della donazione realizzando opere che spaziano verso direzioni diverse: dall’informale al classico, dal pop alle avanguardie.

La mostra è visitabile presso il Museo degli Angeli, Via San Francesco snc, Sant’Angelo di Brolo ME fino al 30 novembre 2013 con i seguenti orari da lunedì a venerdì dalle 10,00 alle 13.00.

 

Articoli correlati

About Giusy Vaccaro

Direttore responsabile, redattore e fotografo di Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

Giusy Vaccaro

Direttore responsabile, redattore e fotografo di Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *