Facciamo un giro al Mercato di Ballarò, il più grande ed antico di Palermo

Mercato di Ballarò

Seduta al tavolo di un locale all’aperto, bicchiere di birra in mano, la musica di Alan Sorrenti e Umberto Tozzi in sottofondo, la gente che passa, il sole alto e caldo, l’odore di melanzane fritte e caponata, aspetto la mia ordinazione senza particolare fretta e mi sento invasa da una piacevole e rassicurante sensazione, quella che si prova quando ci si sente a casa. Siamo a Ballarò, il più antico tra tutti i mercati storici di Palermo, nel cuore del centro storico della città e luogo della mia infanzia. Qui ci venivo spesso, praticamente tutti i sabato mattina, in compagnia di mio padre e della nostra lista della spesa; qui compravamo i prodotti freschi come carne, pesce, formaggi e frutta; qui ci muovevamo con l’aria di chi sa sempre dove andare tra le numerose e chiassose bancarelle; qui ci caricavamo di sacchi che poi riponevamo in macchina pronti per tornare a casa.

Ricordo le enormi ceste piene di spezie, riso e legumi; le lunghe e colorate salsicce appese ai ganci delle macellerie, che compravamo e cucinavamo nel sugo la domenica a pranzo; i formaggi dalle mille forme e tagli che adoravo mangiare a morsi; i banchi del pesce con esposte le teste sia di pesce spada che di tonno rosso, sempre gocciolanti di sangue, sempre circondati da gente che sapeva riconoscere il pesce quando era fresco; le abbanniate dei venditori che sembravano fare a gara a chi urlava di più, come se la qualità della merce si potesse misurare dalla potenza della voce; e poi i colori, i sapori, gli odori, e quell’atmosfera così tipica, così familiare, così normale, che pensavo fosse così in tutto il mondo.

Mercato di Ballarò PalermoOggi non accompagno più mio padre a fare la spesa al mercato di Ballarò. Oggi la spesa la faccio per conto mio, vado al centro commerciale perché è più vicino casa, perché posso posteggiare l’auto senza problemi, perché c’è l’aria condizionata, perché ho tutto a portata di mano, ma ritrovarmi qui a distanza di anni e rivivere le emozioni di un tempo mi ha fatto ricordare chi sono e da dove vengo, mi ha fatto rivedere le mie origini, mi ha fatto capire che non è poi tutto così scontato e mi ha fatto amare ancora di più la mia città.

Il mercato di Ballarò: un po’  di storia

Il mercato di Ballarò è il più antico ed il più grande di Palermo e si trova nello storico quartiere popolare dell’Albergheria. E’ stato creato dagli arabi sul modello dei suq intorno al X secolo, fra la moschea di ‘Ibn Siqlab e il Quartiere Nuovo, fuori le mura della città, attorno ai fiumi Kemonia e Papireto che oggi non esistono più. La scelta della zona non fu casuale: era vicina  alle campagne da dove provenivano i prodotti della terra.
Sulle origini del nome esistono varie tesi, tutte piuttosto verosimili. Secondo la prima ipotesi il nome Ballarò deriva da Bahlara, un antico villaggio nei pressi di Monreale da dove provenivano la frutta e la verdura venduta nel mercato. Secondo un’altra ipotesi il nome Ballarò avrebbe una provenienza addirittura indiana, e precisamente dalla parola Ap-Vallaraja, titolo dei sovrani della regione indiana del Sind, nella quale si vendevano le pregiatissime e costosissime spezie provenienti dal Deccan. Infine, secondo una terza ipotesi, il nome Ballarò potrebbe derivare anche da Segel-ballareth, che in arabo significa sede di fiera. 
Qualunque sia l’origine quello che sappiamo con certezza è che Ballarò è sempre stato un centro di scambio e commercio, un luogo dove si comprava, si vendeva, ma ci si arricchiva anche culturalmente.

I monumenti del mercato di Ballarò

Chiesa di Santa ChiaraAll’interno del mercato di Ballarò sono presenti numerosi monumenti, tra i più belli e significativi della città, di quelli che ti lasciano a bocca aperta per l’incredibile bellezza, di quelli che devi assolutamente visitare. Come la Chiesa del Gesù, meglio conosciuta come Casa Professa, tripudio di arte barocca, tra le più amate da chi desidera un matrimonio in grande stile (da prenotare almeno con 2 anni di anticipo); la Chiesa del Carmine Maggiore con la sua ricca e singolare cupola; il Complesso Monumentale si Santa Chiara con il bellissimo altare in marmo; la Torre Medievale di S. Nicolò, da dove si può godere la migliore vista dall’alto di Palermo; la Camera delle Meraviglie, di recente scoperta, un luogo unico al mondo; e tanto altro ancora.
Molti di questi monumenti sono aperti e visitabili solo in determinati momenti. Consiglio di contattare la Cooperativa Terradamare per avere maggiori informazioni su date ed orari.

Il mercato di Ballarò oggi

BallaròIl mercato di Ballarò, ancora oggi tra i più frequentati ed attivi di tutta la città,  è riuscito a mantenere intatte le proprie origini ma allo stesso tempo ad adattarsi ai nostri tempi in modo del tutto naturale. E così, tra le bancarelle e le botteghe storiche, tra i chioschetti e le numerose friggitorie si aggirano sia semplici cittadini che vanno a fare la spesa, sia turisti incantati dai colori, i sapori, gli odori e le abbanniate dei mercanti. E se ti viene fame e vuoi mangiare qualcosa di cotto? Nessun problema, perché qui si trova il meglio dello street food palermitano, da magiare sia in piedi come è giusto che sia, oppure seduti attorno ad un tavolo di una delle antiche e storiche taverne e gastronomie. Come ho fatto io del resto.

Ed eccola che arriva, la mia ordinazione: pasta con tonno fresco e menta (e non avrebbe potuto essere altrimenti, perché se vuoi il tonno fresco è a Ballarò che devi andare) e frittura di calamari ed alici. Non mi resta che pranzare!

 

Informazioni su Giusy Vaccaro 413 Articoli
Autrice del blog Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

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