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Il castello di Calatubo ad Alcamo

Percorrendo l’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, tra immense distese e vallate coltivate a vigneti che si estendono fino al golfo di Castellammare, non si può fare a meno di notare, all’altezza di Alcamo, una antica costruzione adagiata sulla cima di una rocca alta circa 150 mt. L’aspetto oramai decadente, tipico di quegli edifici che per troppi anni sono stati abbandonati all’usura del tempo, lascia molto spazio all’immaginazione e sono in molti a chiedersi di cosa si tratti veramente. Un castello? Un antico palazzo nobiliare? Una fortezza? Una torre? O un semplice ammasso di pietre?

Il mistero è presto svelato: si tratta del Castello di Calatubo, un antica fortezza trasformata successivamente in maniero e poi abbandonata. Le sue origini sono molto antiche, anche se è difficile risalire con precisione al periodo esatto in cui fu posta la prima pietra. Sappiamo per certo che intorno al 1150 il famoso geografo arabo Edrisi descrive il castello come una fortezza molto solida e con un attivo villaggio tutto attorno. Probabilmente era stata costruita per difendere il villaggio dagli attacchi dei nemici, ai tempi della dominazione araba.

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Con l’avvento del feudalesimo la fortezza diventa un maniero, per poi passare nel corso del tempo a numerose importanti  famiglie nobili siciliane che la trasformano in una vera e propria residenza: (Ponc de Blancfort (1278), Federico d’Antioca (1335), Raimondo Peralta (1336), Manfredi Aurea (1361), Artale De Luna (1403), Duca di Bivona (1554), Baroni De Ballis (1583) fino ad arrivare ai Papè Principi di Valdina (1707),

Castello di Calatubo

A vederlo oggi in avanzato stato di abbandono viene da chiedersi da quanto tempo sia disabitato. In realtà il castello si è mantenuto più o meno integro fino al 1960, grazie ai lavori di restauro della famiglia che comunque ancora vi dimorava. Successivamente, vuoi perché è stato abbandonato, vuoi perché il terremoto del 1968 nel Belice si è fatto sentire un po’ in tutta la Sicilia, il castello ha subito gravi danneggiamenti. Oggi si presenta come un rudere che lascia pochissime tracce delle antiche stanze, oramai sovrastate dalla fiorente vegetazione di questa zona. Diciamo che in primavera, quando i prati sono fioriti e l’erba ha quel colorito verde rigoglioso, il castello ha un aspetto molto bucolico. Nel 2007 è stato acquistato dal comune di Alcamo e da allora si stanno facendo alcuni lavori di restauro per metterlo in sicurezza e per cercare di riportare alla luce un po’ della sua storia. Dal 2014 è diventato monumento del FAI, classificandosi al terzo posto nel censimento “I luoghi del cuore“. Un risultato che ha comunque messo in luce questo monumento.

Per arrivare al castello occorre percorrere una stradina stretta sterrata, lunga circa un paio di chilometri, che durante l’inverno e con le piogge diventa veramente inaccessibile alle automobili, In ogni caso il tragitto a piedi non è dei più impegnativi, anzi durante le belle giornate risulta piacevole.

Non ci resta che sperare che il restauro continui, in modo da potere visitare il castello con più regolarità.

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About Giusy Vaccaro

Direttore responsabile, redattore e fotografo di Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

Giusy Vaccaro

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