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Parco Archeologico di Selinunte

Doveva essere un vero e proprio splendore l’antica città di Selinunte quando fu edificata nella seconda metà del VII secolo a.C. sulla costa meridionale della Sicilia, nei pressi della foce del fiume Belice. Con i suoi numerosi templi costruiti con la roccia estratta dalle Cave di Cusa, l’Acropoli, le mura cittadine, la Necropoli ed il Santuario, era una delle città più importanti della Magna Grecia. La sua favorevole posizione geografica, molto utile nel commercio, negli scambi e anche nell’agricoltura, le permisero di crescere ed espandersi, tanto da arrivare a contare circa 200.000 abitanti.

Eppure oggi, pur rimanendo affascinati e rapiti dalla sua vastità e dall’aria che si respira, bisogna lavorare molto di fantasia per ricostruire l’antico splendore di un tempo. Si riescono a distinguere bene solo 2 dei numerosi templi di una volta, tutti gli altri sono oramai ridotti in macerie dalle quali emergono blocchi e colonne. Tutto attorno uno scenario di incredibile bellezza, tra immense campagne verdi che si affacciano sul mare, la natura selvaggia che continua a crescere rigogliosa come solo qui in Sicilia sa fare, cieli dalle mille sfumature di colori e nuvole, il verde dell’erba che contrasta con il giallo della roccia ed un silenzio surreale.

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Come è possibile tutto ciò? Come ha fatto questa immensa e splendida città a trovare così tanta distruzione? Vero è che stiamo parlando di  qualcosa che è stata costruita più di 2.500 anni fa, ma i veri colpevoli non sono solo l’incuria e l’usura del tempo A contribuire a tale distruzione sono stati due eventi purtroppo piuttosto catastrofici. Il primo fu l’assedio dei Cartaginesi del 409 a.C., che intervenirono per porre fine alla guerra tra Selinunte e Segesta, da anni impegnati in una lotta di supremazia territoriale. 

I Cartaginesi, capitanati da Annibale Magone, un tempo alleati della città si trasformarono in nemici e non andarono molto per il sottile. Uccisero e mutilarono gran parte della popolazione con una violenza ed una crudeltà inaudita, distrussero le abitazioni e saccheggiarono i templi privandoli dei loro più preziosi tesori. 

Il secondo evento catastrofico fu un violento terremoto che ridusse in rovina i suoi monumenti già duramente messi alla prova, lasciando così la città più o meno nello stato in cui la vediamo oggi.
E se la vostra fantasia non riesce a viaggiare più di tanto, aiutatela con questo filmato. In questo video è stata fatta una ricostruzione in 3D del tempio C, così come si presentava quando fu costruito. Che meraviglia che era!

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Nonostante lo scenario di rovine, il parco archeologico è bellissimo e ti trasmette tutta l’intensità e la bellezza di un’antica e fiorente civiltà oramai scomparsa. Scoprire da dove veniamo, chi sono stati i nostri antenati, dove hanno scelto di vivere e cosa ci hanno lasciato in eredità ti dà quella sensazione di ricchezza interiore che non puoi avere da nessun’altra parte. Consiglio: sedetevi sulle innumerevoli panchine ad ammirare tutto lo scenario che vi circonda

FOTOGALLERY

 DOVE SI TROVA

Strada Statale 115, 91022 Marinella di Selinunte, Castelvetrano TP
Per info, biglietti ed orario visita il sito http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/database/page_musei/pagina_musei.asp?ID=58&IdSito=92

About Giusy Vaccaro

Direttore responsabile, redattore e fotografo di Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

Giusy Vaccaro

Direttore responsabile, redattore e fotografo di Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

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