Tempio della Concordia

La valle dei templi di Agrigento

La Valle dei Templi di Agrigento è uno di quei luoghi che riesce ad evocare sensazioni bellissime e spesso difficili da descrivere: camminare lungo il viale, ammirare questi templi che restano in piedi nonostante siano stati costruiti  2500 anni fa, guardare da vicino la magnificenza di una civiltà così lontana nel tempo eppure in grado di segnare tutto il corso degli eventi, trasmette una sensazione di immensità, di grandezza, di appartenenza alla storia e ad una cultura che si conserva nonostante tutto. Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCo nel 1997, questa valle non solo è il simbolo della città di Agrigento, ma forse è uno dei simboli più rappresentativi della Sicilia, capace ogni anno di attirare migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Sentire parlare così tante lingue mentre si stanno ammirando le alte colonne doriche del tempio della Concordia ti da proprio la sensazione che la cultura è di tutti ed è  immortale.

Con i suoi 1300 ettari di estensione e la presenza di monumenti ancora ben conservati,  è indubbiamente una delle testimonianze più imponenti della cultura greca in Sicilia. Si tratta dei resti dell’antica città di Akragas fondata circa il 582 a.C. da coloni provenienti dalla vicina Gela e da Rodi.

La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di ben dieci templi, tre santuari, una grande concentrazione di necropoli, Opere idrauliche, fortificazioni, l’Agorà inferiore  e l’Agorà superiore.

Ecco alcuni dei templi più importanti.

TEMPIO DELLA CONCORDIA
E’ il tempio meglio conservato tra tutti i templi dorici di Sicilia e d’Italia. Il nome deriva da una iscrizione latina trovata trovata nelle vicinanze e dedicata alla concordia degli Agrigentini, ma a quanto pare non c’è nessuna attinenza con il tempio stesso.
Domina la valle, ed è molto bello da vedere anche la sera, illuminato dalla luce artificiale. 

TEMPIO DI ERCOLE

E’ il tempio più antico ad Agrigento,  dedicato al mito di Ercole. E’ stato distrutto da un terremoto in passato ed oggi restano 8 colonne più i resti.

TEMPIO DI GIUNONE

Detto anche Tempio di Hera Licina, era il tempio in cui si celebravano i matrimoni.

Il periodo migliore per visitare la valle dei templi è sicuramente a primavera, quando l’esplosione di colori e profumi della natura restituisce scorci meravigliosi e si fondono con le bellezze artistiche. Assolutamente sconsigliato il periodo estivo o le giornate troppo calde: non esistono ripari dal sole e, a meno che non siate abituati, meglio evitare o munirsi di cappellino ed occhiali da sole.

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COME ARRIVARE

da Palermo (130 km) prendere la SS121 e l’ uscita Agrigento/SS189. Dopo Aragona seguire le indicazioni per il centro di Agrigento o se si vuole arrivare direttamente alla Valle dei Templi, seguire le indicazioni per Caltanissetta , Canicattì e immettersi sulla 640 (Caltanissetta- Porto Empedocle) in direzione Porto Empedocle. Giunti alla rotatoria Giunone, sotto il Tempio di Giunone, imboccare il viale alberato fino ad arrivare al parcheggio  Sant’Anna o nei pressi del  Tempio di Giunone.

Dalla zona Trapani/Erice (175 km) /Selinunte (99km) prendere la strada statale 115. Dopo aver oltrepassato Porto Empedocle seguire l’indicazione Valle dei Templi.
Dalla zona Taormina-Catania-Siracusa prendere l’autostrada Catania-Palermo. Dopo Enna, prendere l’uscita verso la 640 Caltanisetta/Agrigentoseguendo prima l’indicazione per Caltanissetta e, poi, Porto Empedocle fino ad arrivare alla rotatoria Giunone sotto il Tempio di Giunone. Seguendo l’indicazione Valle dei Templi si arriva al parcheggio.

Dalla  zona di Ragusa seguire la strada statale 115 fino ad arrivare alla Rotatoria Giunone

Fotografie di: Giusy Vaccaro
Testo: Giusy Vaccaro

About Giusy Vaccaro

Direttore responsabile, redattore e fotografo di Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

Giusy Vaccaro

Direttore responsabile, redattore e fotografo di Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

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