Palazzolo Acreide

Palazzolo Acreide: città di arte e cultura

Sebbene sia stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e sebbene si trovi a soli 20 minuti da Siracusa, Palazzolo Acreide è uno di quei luoghi non ancora raggiunti dal turismo di massa che conserva intatte tutte le sue tradizioni e che merita assolutamente di essere visitato, per tutto quello che ha da offrire e per le sue atmosfere. Una città d’arte, inconsapevolmente ricca di opere di straordinaria bellezza e di capolavori senza tempo, una città poco pubblicizzata e poco promossa, e forse proprio per questo una città che non ti aspetti e che è capace di lasciarti senza parole.

La città ha origini greche, fu fondata da coloni corinzi nel 664  a.C. con il nome di Akrai, settant’anni prima della fondazione di Siracusa. I resti di questa epoca sono ancora visibili nell’area archeologica dove si possono ammirare il Teatro Greco, definito teatro del cielo, dal quale si può godere di una splendida vista sulla valle dell’Anapo;  il Bouleuterion, luogo di riunione del senato; le Latomie ed il Tempio di Afrodite. L’antica città è stata rinvenuta dopo gli scavi di Gabriele Judica che grazie ad una serie di indagini effettuate a proprie spese, riesce a mettere insieme un imponente numero di materiali che custodisce nella propria abitazione privata. Oggi queste reperti sono esposti nell’omonimo museo archeologico.

Chiesa di S. SebastianoIl centro storico di Palazzolo Acredide invece è caratterizzato da uno stile tardo barocco, tipico di tutte le città della Val di Noto danneggiate dal terremoto del 1693 e poi ricostruite negli anni a seguire. La nostra visita inizia da Piazza del Popolo, dove spiccano la Chiesa di S. Sebastiano, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, con l’imponente e scenografica scalinata, la splendida facciata, l’interno a tre navate ricco di pregevoli stucchi, ed il Palazzo del Municipio.

Chiesa dell'AnnunziataAll’interno del Palazzo del Municipio, dove si trova l’ufficio informazioni, potete recuperare una utilissima mappa che vi permetterà di muovervi e selezionare le cose più interessanti da vedere. Rimarrete stupiti dell’abbondanza e se avete poco tempo a disposizione sarete costretti a fare una cernita. Sicuramente vale la pena vedere la Casa Museo di Antonino Uccello, dove è possibile fare un viaggio attraverso le tradizioni popolari; il Museo dei Viaggiatori che custodisce una preziosa raccolta di mappe antiche della Sicilia e antichi libri legati al viaggio; la Basilica di S. Paolo, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, con la sua facciata bianca, le colonne e le statue che si prestano a bellissimi giochi di luce (consigliabile vederla quando la luce comincia a calare ed il cielo si tinge di rosso); la Chiesa Madre, ovvero la chiesa più grande del paese, in stile normanno-gotico; la Chiesa dell’Annunziata con le sue colonne tortili; i balconi dei palazzi settecenteschi.

FESTE E TRADIZIONI

La città di Palazzolo Acreide è molto legata alle tradizioni antiche, soprattutto di tipo religioso. Gli appuntamenti più importanti sono la Festa di S. Sebastiano, il 10 agosto, e la Festa di S. Paolo, dal 27 al 29 giugno. In entrambe le occasioni le due chiese più importanti del paese diventano palcoscenico di una manifestazione molto sentita, con una cornice di pubblico e di folklore impressionante.

Inoltre nel periodo che va da maggio a giugno si tiene il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani

FOTOGALLERY

COME ARRIVARE

Da Catania (78 Km circa) – percorrendo l’Autostrada Catania – Siracusa uscita Canicattini Bagni-Palazzolo sulla SP.287 la cosidetta “Mare-Monti”.
Da Siracusa (circa 38 Km) – percorrendo la SP.287 la “Mare-Monti”.
Da Ragusa (circa 35 Km) – percorrendo la SS:194 fino a Giarratana e proseguendo per la SP.23.

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About Giusy Vaccaro

Direttore responsabile, redattore e fotografo di Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

Giusy Vaccaro

Direttore responsabile, redattore e fotografo di Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

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